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• 2003 Rage - Soundchaser
Spv/Audioglobe Durata: 53:13
 
Correva l'anno 2003, quando il buon Peter "Peavey" Wagner e i suoi Rage davano alla luce questo concept, attinto a piene mani dalla letteratura lovecraftiana.

Come riporta Lady Wiki...
«In tempi remoti i Grandi Antichi, entità meccaniche provenienti da un lontano futuro, hanno iniziato la vita sul nostro pianeta e hanno lasciato creature biomeccaniche come il Soundchaser. Questi esseri vengono riscoperti con alcune spedizioni tra i ghiacci antartici e vengono riutilizzate da un'organizzazione internazionale contro i pericoli rappresentati dai terroristi e dalla criminalità. Le creature si attivavano soltanto grazie alla musica e dopo la riscoperta vengono "riportati in vita" diventando metà macchine e metà uomini.» [cit.]

Però non sono qui a disquisire sulla storia, ma su ciò che quest'album lascia dietro di se.

Cominciamo quindi con l'intro (Orgy Of Destruction), che da buon intro da concept è un brano strumentale, di non più di un minuto e mezzo, in cui i nostri ci danno un assaggio della pasta di cui sono fatti. si, perche tutto questo compattissimo muro sonoro è prodotto da 3 (leggasi TRE!!) persone soltanto!!
Da qui si passa alla prima vera song dell'album: War Of Worlds, in cui viene descritto il mondo in cui è ambientato l'album. La canzone ha un gran tiro, e in un certo senso completa ciò che da prima si intuiva: questi tre sono davvero tosti. Terrana sfoggia il suo drumming compatto e di precisione chirurgica, Smolski si esalta con tutte quelle tonnellate di effettistica (che, però, in questo tipo di canzoni non sono assolutamente di troppo) e con il suo virtuosismo lascia partire delle gran fucilate di assoli, e Wagner fa il suo (voce e basso) veramente bene, senza mai strafare. Si, se l'inizio è un inizio del genere, ci si augura solo che il resto dell'album continui di pari passo!!
E cosi si passa a Great Old Ones, gran botta di power, tanta energia, e una melodia che resta in mente subito.
La quarta traccia è la title track, e già dai primi secondi si capisce che qui non ci saranno prigionieri: ritmi serrati, riff cattivi, voce che decisamente non lascia scampo, durissima nonostante sia sempre pulita... fa specie vedere un pelatone come Peavey, capace di growl piuttosto profondi e ben fatti, cantare quasi sempre in un pulito davvero buono (da sentire e vedere anche dal vivo, provare per credere)!
L'inizio di Defenders Of The Ancient Life rende l'idea di come sarà la canzone: l'ennesima fucilata. Ma il loro è un bel metal, senza fronzoli e pieno di sostanza. questa volta è da notare la prova di Smolski: questo si che la tastiera della chitarra la usa proprio tutta!
Finora gran bel cd, e ci si ritrova già alla sesta traccia senza accorgersene!
Secrets In A Weird World è puro e classico metallo spietato nelle strofe, malinconico e melodico nel ritornello. Da segnalare l'assolo di chitarra, che trovo molto ispirato da mr. Steve Vai.
Flesh And Blood, con il suo lento e cadenzato incedere, quasi si guardasse un robottone che marcia, ci ricorda che i Soundchaser sono si entità biomeccaniche, ma anche umane. Questa song e la precedente rappresentano forse la parte più bassa dell'album.
Dopo un po’ di sbadigli arriva un riff spettacolare a schiaffeggiare le fortunate orecchie di chi ascolta: è Human Metal, che al sottoscritto piace parecchio anche per tutta la tessitura ritmica della chitarra.
Dopo un'ultima indigestione di armonici e doppia cassa, arriva See You In Heaven Or Hell: power tosto e senza compromessi, con un lavoro di piedi strepitoso da parte di Terrana.
Wake The Nightmares (Falling from Grace: Pt.1) è la perla dell'album: inizio di sola chitarra acustica e voce, di una tristezza e malinconia mostruose, fino al primo minuto e poco più. Dopo gli incubi si risvegliano, e la rabbia si scatena: questa canzone è l'apice dell'album, secondo il mio modesto parere. Qui il tutto si fonde per dare vita ad un'energia unica: provate a trattenervi dal pensare di voler correre più forte quando arrivate al minuto 2:20!
Death Is On It's Way (Falling from Grace: Pt.2) conclude l'album. Smolski qua fa un uso dell'acustico davvero fantastico, e il modo in cui lo mixa con i distorti è davvero da manuale. Questa è forse la canzone in cui le ritmiche del virtuoso axeman risultano maggiormente cesellate e curate.
Così termina questa ultima traccia, con uno stacco acustico in dissolvenza che riprende l'inizio della canzone.
Arrivato alla fine, posso assicurare che si tratta di un Signor Album, che però purtroppo è passato quasi inosservato al grande pubblico.
Altra cosa che secondo me è da segnalare è la scelta dei suoni e il missaggio, veramente mirabili.
Direi di aver finito, quindi non aggiungerò una parola di più a questa recensione... anzi si: ascoltatevelo!

voto: 8,5/10
Tracklist:

  1. Orgy Of Destruction
  2. War Of Worlds
  3. Great Old Ones
  4. Soundchaser
  5. Defenders Of The Ancient Life
  6. Secrets In A Weird World
  7. Flesh & Blood
  8. Human Metal
  9. See You In Heaven Or Hell
  10. Wake The Nightmares
  11. Death Is On It's Way

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Autore: Luke
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