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| 1998 |
Blind Guardian - Nightfall In Middle Earth
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| Virgin | Durata: 65'29'' |
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Inizia tutto nella confusione più totale.
Soldati che urlano, che combattono, la fine è vicina. I Vaalar e gli elfi si muovono spazzando via con una velocità impressionante qualunque cosa si trovi sul loro cammino. Morgoth è solo nella sala del trono, improvvisamente entra Sauron e annuncia che ormai è tutto perduto. Morgoth, ormai alle strette, non rinuncia a quella punta di orgoglio folle che l'ha sempre contraddistinto, e ordina a Sauron di ritirarsi. Il vala corrotto ha avuto una parte nella storia, e sa che sta per finire. Due volte ha cercato di distruggere la luce, due volte ha fallito. Porterà con lui soltanto rovina.
Questo è l'inizio di "Nightfall in Middle Earth", per molti il vero capolavoro dei Blind Guardian, dove Hansi smise di suonare il basso e si dedicò al solo studio delle linee vocali, e dove la tastiera cominciò ad avere un ruolo fondamentale. Il disco consiste in un concept sul "Silmarillion" di J.R.R. Tolkien, ed è, a mio parere, uno dei più rappresentativi nel suo tipo.
Finita l'ormai notissima intro "War of wrath", la prima cavalcata che ci accoglie è "Into the Storm", che parla della lotta fra Ungolian e Morgoth per il possesso dei Silmaril: le gemme incantate create da Feanor, figlio di Finwe, re di tutti gli elfi. La canzone si snoda attraverso i cori epici di Hansi, le cavalcate impressionanti tra Andrè e Markus e la tecnica di Thomen. Il tutto condito dalla tastiera che gioca un ruolo fondamentale. Come si può resistere a cantare: " We are following the will of the one, through the dark-age and into the storm! And we're following the will of the one, through the dark-age and into the storm! Lord i'm mean..."?
La successiva intro, "Lammoth", parla della fuga di Morgoth (un semidio rinnegato, il nemico giurato delle forze del bene presenti nel Silmarillion) attraverso una regione desolata insieme a un mostruoso essere a forma di aracne: Ungoliant. Morgoth ha appena trafugato i Silmaril da Valinor e ucciso gli alberi Telperion e Laurelin, ma Ungoliant lo attacca per impadronirsi delle gemme. Egli, impaurito, lancia un urlo terrificante che si sentirà per ere a venire. Alla fine egli riesce a respingerla grazie all'aiuto dei suoi Balrog.
Fu così che su Arda calò una tenebra immensa, e Feanor, il creatore delle gemme, decise di lasciare Valinor per andare a combattere Morgoth. Al suo folle giuramento è dedicata "Nightfall".
Prima ballad del disco, "Nightfall" si apre con un flauto e l'introduzione a quello che sarà il discorso di Feanor ai suoi fratelli. Soprattutto qui notiamo l'utilizzo del sintetizzatore, che ha fatto distorcere il naso a molti fan dei Blind Guardian "grezzi" di album come Somewhere far Beyond. Ciononostante la ballad è godibilissima e anche qui non possiamo evitarci il coro coinvolgente: "Nightfall, Quietly crept in and changed us all, Nightfall, Quietly crept in and changed us all, Nightfall, Immortal land lies down in agony!"
"The Ministrel"è la storia di un menestrello capitato nel porto degli elfi teleri che vide l'arrivo delle navi di Feanor. La successiva "The Curse Of Feanor" parla della strage che l'elfo compì verso i suoi stessi fratelli e della maledizione che ricevette dai Vaalar, che avrebbe perseguitato tutta la sua gente impedendogli di ritornare a Valinor. Il pezzo è molto più tecnico dei primi due e troviamo un Hansi arrabbiatissimo raggiunto dai cori epici tipici del guardiano cieco.
"Captured" e "Blood Tears" parlano della cattura e della sofferenza di Maedhros, figlio di Feanor imprigionato dopo una battaglia contro Morgoth. Nell'introduzione c'è un dialogo fra lui e Maedhros. La canzone è una triste ballad lenta e con cori cadenti, una specie di evoluzione di Bright Eyes con l'aggiunta della tastiera. In essa vi è la triste storia dell'elfo che chiese a suo cugino Fingon di ucciderlo per porre fine alle sue sofferenze. Ciononostante, con l'aiuto di Thorondor liberò Maedhros tagliandogli la mano dalle catene a cui era legato. Da ricordare la citazione a "Welcome Home Sanitarium": "Welcome to where time stands still/None leaves and none ever will".
Ed eccoci di fronte alla canzone più nota dei Blind Guardian... Chi non conosce quelle sette note in fila? "Mirror Mirror" è una canzone veloce, gioiosa e con un chorus assolutamente trascinante. Il tutto è condito da un'armonia perfetta tra chitarre e tastiera, e si respira un'atmosfera assolutamente nuova per il Guardiano, che propone una cosa completamente differente dalle oscure composizioni di "Somewhere far Beyond" oppure "Imaginations From The Other Side". Per quanto riguarda il testo, esso parla della scoperta da parte di Turgon della valle segreta di Tumladen, dove costruì la città di Gondolin, ultimo baluardo degli elfi durante la seconda era.
Come iniziare poi a parlare di "Face The Truth" e "Noldor"? Immaginate di essere appena approdati in una terra desolata, dove si vede solo ghiaccio per miglia e miglia. Lo sconforto e la disperazione dei un'armata elfica viene narrata in questa lenta canzone, non malinconica come Blood Tears ma ugualmente struggente e affascinante, soprattutto per le parti di chitarra acustica che costituiscono la vera colonna portante del pezzo. Piccola curiosità: la scena è rappresentata sulla copertina del singolo "Mirror Mirror", dove si vede Fingolfin (colui che guidò l'esercito dei Noldor) in mezzo alla neve. Dopo avremo anche tempo di parlare della copertina, ma ora andiamo avanti!
La doppietta "Battle Of Sudden Flame" e "Time stand still (At the Iron Hill)" è, a mio parere, uno dei più riusciti collegamenti del disco. Nella prima si parla della battaglia Dagor Bragollach, nella quale Morgoth spezza l'assedio alla sua fortezza oscura e riesce a sbaragliare gli eserciti degli elfi. A seguito di questa battaglia, Fingolfin vide sconfitti i suoi figli e uccisa una grande parte della sua gente (Morgoth, in questo assedio, usò il primo drago, provocando effetti devastanti, e grazie alla forza schiacciante del suo esercitò penetrò nel Beleriand, ovvero la terra del nord occupata dagli elfi) e impazzì di rabbia. C'è da pensare che il corno che si sente all'inizio di Time Stand Still sia il suo. La canzone è la cavalcata epica in cui il re elfico si lanciò, terrorizzando gli esseri di Morgoth e andando sino alla sua fortezza, Angband. Quando vi fu davanti, egli sfidò Morgoth a duello, e riuscì a ferirlo sette volte (e in una di queste lo azzoppò) prima di cadere sotto i colpi del semi-dio. Dal punto di vista tecnico questa è la riconferma del cambio di stile del guardiano: anche qui ampio l'uso del sintetizzatore, seguito da una parte strumentale del terzetto Andrè, Marcus e Thomen impeccabile.
"The Dark Elf" e "Thorn" sono riferite al tradimento di Maeglin verso la sua stirpe. Egli, rivelando a Morgoth l'esistenza di Gondolin, causò il collasso dell'ultimo grande regno elfico. In questa battaglia esso rimase ucciso da Tuor, unico umano riuscito a raggiungere la città perduta. La track lascia per un attimo da parte l'ampio uso del sintetizzatore, per dedicarsi a una strumentalità leggermente più ricercata. Il tutto sfocia nella ballad nella quale il Guardiano cerca di dare un'interpretazione ai pensieri dell'elfo.
"The Eldar", seconda traccia del cd "a sè stante", ci parla della triste sorte di Finrod, uno degli elfi più amati dagli uomini. Egli, debitore verso la casata umana Beor, seguì Beren (ultimo rampollo della casata) per proteggerlo dopo che egli entrò nel Nargothrond. Ma sul loro cammino incontrarono Sauron, che sconfisse l'elfo con la magia e lo fece divorare da un lupo mannaro. Questa è l'unica canzone del Guardiano dove non appare nemmeno una chitarra. Il tutto è composto dai cori, dal piano di Michael Schuren e dalla voce di Hansi, che varia dal tranquillo fino alla violenza della parte centrale della canzone.
"Nom The Wise" e "When Sorrow Sang" hanno come riferimento Beren. Nella prima egli intona una veglia funebre per Finrod, suo grandissimo amico e maestro, che fu ucciso da Sauron (come detto nella traccia prima). La canzone parla dell'amore fra Beren e Luthien, che portò alla presa di uno dei tre Silmaril da parte delle forze del bene. è forse la più violenta del cd, qui non c'è ombra di tastiera, le chitarre sono potenti e veloci, la batteria magistralmente violenta e la voce di Hansi è tagliente, quasi fossimo tornati all'epoca di Somewhere. Molto particolare la scelta di una parte strumentale del genere, visto che il testo parla dell'amore fra due personaggi!
Ultima doppietta del cd è composta da "The Steadfast" e "A Dark Passage". Qui vi è Hurin il costante, il più grande guerriero degli uomini, al cospetto di Morgoth. L'intro è un breve passaggio della conversazione che si ha fra i due. Nella canzone invece, si parla della quinta battaglia, dove Morgoth sbaragliò gli elfi e diede un colpo quasi decisivo alle forze avversarie. La violenza si abbassa, e la canzone è come una riaffermazione dello stile di Nightfall, ovvero con toni cadenti, non troppo agitati, e con un fade out finale molto bello che lascia solo spazio al coro. Nel testo c'è un chiaro riferimento alla Maledizione che Morgoth lancia sulla discendenza di Hurin: "Sit down on your chair and look out for your kin, with my eyes you'll see, and with my ears you'll hear, you've troubled my day, and you've questioned my strenght, don't mess with the master of Fate".
A chiudere il cd troviamo "Final Chapter (Thus ends...)", un'outro che parla della profezia rivelata a Turgon Il Re Celato (ultimo re di Gondolin) da Hurin, sencondo la quale da lui e dal Turgon sarebbe sorta una nuova stella.
Questo album fu indubbiamente una svolta per il guardiano. Molti fans li disprezzarono per questa loro svolta "sinfonica" e per la grande quatità di intro, mentre altri accolsero volentieri l'idea dell'innovazione. In ogni caso, il cd dà comunque una grande soddifazione. Indubbiamente il percorso imboccato da Hansi & soci ha portato poi alle decisive svolte di "A Night At The Opera" e "A Twist In A Myth". Nightfall In Middle Earth è la summa degli ideali e dello stile musicale di un gruppo che, ancora oggi dopo anni, manda in visibilio il pubblico proponendoci sempre tre canzoni dell'album nei loro concerti. Se una faccia della moneta è rappresentata da "Imaginations From The Other Side" (che a mio parere rimane il loro vero disco di sempre), l'altra è rappresentata da questo album. Qui appare anche Oliver, oggi diventato toricamente un membro della band, se solo gli altri lo considerassero e non lo indichino sempre come guest musician!
Ultima chicca per gli appassionati: nella copertina si vede Luthien che danza per distrarre Morgoth, e Beren vestito da lupo mentre aspetta che il Valar si addormenti per rubargli il Silmaril.
Voto: 9/10
Formazione
Hansi Kürsch - voce
André Olbrich - chitarra
Marcus Siepen - chitarra
Thomas Stauch - batteria
Musicisti di supporto
Oliver Holzwarth - basso
Mathias Weisner - tastiera
Michael Schüren - piano
Max Zelner - flauto
Billy King - voce addizionale
Rolf Köhler - voce addizionale
Thomas Hackmann - voce addizionale
Olaf Senkbeil - voce addizionale
Norman Eshley - narratore
Douglas Fielding - narratore |
| Tracklist:
- War of Wrath (1:50)
- Into the Storm (4:24)
- Lammoth (0:28)
- Nightfall (5:34)
- The Minstrel (0:32)
- The Curse of Fëanor (5:41)
- Captured (0:26)
- Blood Tears (5:23)
- Mirror Mirror (5:07)
- Face the Truth (0:24)
- Noldor (Dead Winter Reigns) (6:51)
- Battle of Sudden Flame (0:44)
- Time Stands Still (at the Iron Hill) (4:53)
- The Dark Elf (0:23)
- Thorn (6:18)
- The Eldar (3:39)
- Nom the Wise (0:33)
- When Sorrow Sang (4:25)
- Out on the Water (0:44)
- The Steadfast (0:21)
- A Dark Passage (6:01)
- Final Chapter (Thus Ends...) (0:48)
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| Home Page:
http://www.blind-guardian.com/
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Autore: Dario "Strato" Onofrio |
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