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• 1989 Ministry - The Mind is a Terrible Thing to Taste
Sire Records CompanyDurata: 50:21
 
Negli ultimi due anni la creatura di Al Jourgensen è tornata in gran forma grazie a due album (Animositisomina e Houses of the Molè) che sono riusciti a riconquistare l’attenzione di chi ormai aveva perduto fiducia nella band, che tra il ’96 e il ’99 aveva prodotto due album controversi da molti giudicati mediocri (Filth Pig e Dark Side Of The Spoon).
Oggi i Ministry sono molto vicini a suoni metal “convenzionali”, utilizzati con attitudine punk, ma la loro storia è ben più complicata, partendo da luoghi ben diversi.
Nel 1989 diedero alla luce l’album da cui nacque il fenomeno del Metal industriale (il precedente The Land of Rape and Honey era ancora legato all’elettronica e all’Industrial puro) ovvero The Mind is a Terribile Thing to Taste.
L’album vede la collaborazione di David Ogilvie e Jeff Ward, mentre la band all’epoca era composta da Al Jourgensen, Paul Barker, Chris Connelly, William Reflin, Mars Williams.
La prima canzone ”Thieves” è destinata a diventare uno dei pezzi forti del gruppo, mischiando loops di chitarra, ritornello ”punk”, campionamenti e rumori elettronici. Subito dopo viene il pezzo principale, una delle canzoni più copiate del mondo della musica, ”Burning Inside”, che presenta tutte le caratteristiche tipiche del metal industriale: voce distorta, ritmo marziale ed incalzante, chitarra veloce, testi che esprimono disagio e rabbia. Dopo di che troviamo tutta una serie di esperimenti veramente ben realizzati, in cui spicca la voce di Chris Connelly, particolare e alienante, specialmente in Cannibal Song, e un uso intelligente di elementi provenienti da altri generi (EBM, Industrial, Rock,Pop). L’unica nota stonata dell’album è il rap-metal di “Test” che ,pur non essendo orribile, risulta fuori luogo rispetto altre canzoni anche per il testo retorico e banale.
Chiudono l’album due pezzi strumentali ”Faith Collapsing” e “Dream Song”, un bizzarro incrocio tra campane, atmosfere oniriche e una conversazione telefonica.
La resa sonora di tutte le tracce è incredibile se si pensa all’anno di pubblicazione, ogni effetto, suono, rumore è riprodotto in maniera impeccabile, avendo l’unico limite di non far risaltare le chitarre forse troppo pulite rispetto alle parti elettroniche. Concludendo si può dire senza timore che questo album è una pietra miliare del metal alternativo, inconsapevole creatore di un filone che ancora oggi è vivo, anche se dominato da cloni senza originalità e dove alcune band (Fear Factory, Rammstein e pochi altri) riescono a dire ancora qualcosa.

Voto: 8/10
Tracklist:

  1. Thieves
  2. Burning Inside
  3. Never Believe
  4. Cannibal song
  5. Breathe
  6. So What
  7. Test
  8. Faith Collapsing
  9. Dream Song

Home Page:

http://www.ministrymusic.org/


Autore: Davide "Forgottentear" Pappalardo
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