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| 1970 |
Black Sabbath - Black Sabbath
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| Vertigo | Durata: 42:57 min. |
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Prendete la Bibbia e leggete il nome del primo libro del Vecchio Testamento: troverete scritto La Genesi. Ebbene in questo libro si narra di come Dio diede inizio a tutte le cose che ci circondano, cielo e terra, aria e fuoco, qualsiasi cosa che vediate attorno a voi in natura. Ora prendete un manuale di storia della musica, aprite il capitolo riguardante una band di Birmingham chiamata Black Sabbath e cominciate a leggere: qui si narra un altro tipo di genesi, la genesi di un genere musicale oscuro che mieterà fan in tutto il mondo nonostante i continui attacchi di opinione pubblica, mass media e moralisti. Stiamo parlando della genesi del metal.
Non credo che i giovani John Michael Osbourne (in arte “Ozzy”), Frank Anthony Iommi, Terrence Michael Butler (in arte “Geezer”) e William Thomas Ward si aspettassero di arrivare così lontano, né tantomeno di essere idolatrati tuttora come “padri fondatori” di un genere musicale tanto diffuso. Nel loro primo disco volevano solo fare qualcosa di diverso che portasse una ventata di novità nell’ allora panorama musicale. Sebbene il disco sia intriso del classico hard rock dell’epoca la differenza risiede nella lentezza quasi opprimente dell’andatura dei pezzi e, soprattutto, negli argomenti trattati nei testi delle canzoni. I classici temi (storie di vita ed esperienze comunque sempre riconducibili alla vita reale) lasciano il posto a storie cupe, oscure dove domina incontrastato l’occulto in tutte le sue manifestazioni, racconti degni di essere pubblicati su “Weird Tales”. Si narra di sacerdoti in nero che officiano sabba (“figure in black that points at me”) in onore del principe della menzogna Satana (“Satan sitting there is smiling”) o di maghi che combattono le forze del male (“evil power disappears, demons worry when the wizard is near”). In ogni canzone c’è un cenno più o meno esplicito al male, all’oscurità, al diavolo in tutte le sue incarnazioni ma non solo: si parla anche di paesaggi usciti dal mito, di creature e figure leggendarie senza tralasciare la critica al mondo contemporaneo, sempre giudicato sotto un’ottica pessimistica.
Parlando della musica, il loro hard-rock si differenzia da quello delle altre band del momento (tra le altre Who, Deep Purple e Led Zeppelin), saldamente attaccate alle proprie radici folk e blues, nell’atteggiamento con cui vengono suonati gli strumenti: il suono è molto più “heavy” e i riffoni di chitarra distorta, massicci e compatti, vengono sorretti da basso e batteria in modo preciso e lineare. Vengono fuori perle come “The Wizard”, dall’armonica molto “americana”, “N.I.B.”, dall’intro di basso fenomenale, o “Evil Woman”, gemella naturale della splendida “Black Night” dei Deep Purple. “Sleeping Village” parte lenta e malinconica, lasciando, poi, spazio a una lunga parte strumentale dai molteplici virtuosismi e cambi di tempo, ma è con l’omonima title track “Black Sabbath” che i nostri centrano il bersaglio. A partire dal temporale e dalle campane, che riecheggiano in sottofondo all’inizio del brano, si percepisce un’atmosfera strana, resa opprimente dalla lentissima andatura: i colpi di Ward sembrano battiti di un cuore terrorizzato mentre il tocco di Iommi si affievolisce sempre di più fino a che l’urlo di terrore di Ozzy non riporta i volumi a mille, lasciando nell’ascoltatore un gelido senso d’angoscia. Questo pezzo segna la nascita del metal in generale e, in particolare, di quel sottogenere denominato “doom”, del quale gruppi come Candlemass o Cathedral saranno, in futuro, fieri portabandiera.
Un disco da avere assolutamente, non perché siano 40 e rotti minuti di gran musica ma perché sono 40 minuti di storia.
Nota: la release originale non comprendeva “Wicked World”. Il minutaggio e la tracklist si riferiscono alla riedizione dell’album, datata 1996, ad opera della Essential/Castle.
Voto: 9,5/10 |
| Tracklist:
- Black Sabbath
- The Wizard
- Behind The Wall Of Sleep
- N.I.B.
- Evil Woman
- Sleeping Village
- The Warning
- Wicked World
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| Home Page:
http://www.blacksabbath.com
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Autore: Emanuele "Bomber" Zanco |
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