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• 2010 Nerve - Hate parade
Nadir musicDurata: 45 min
 
Pochi purtroppo sono i dati biografici che accompagnano “Hate parade” degli italianissimi Nerve; ciò però non è una limitazione nel farmi affermare che ci troviamo davanti a un album di Death metal ultratecnico, come non se ne sentivano più da anni. “Eleganza” è la parola d’ordine del “four piece” ligure che ci allieta i padiglioni auricolari con brani complessi e cervellotici, fraseggi tecnici, accellerazioni al fulmicotone e trame areate, il tutto elaborato in modo da risultare fluido e coinvolgente.
Si parte con “The threat”, brano molto duro tra il “Death” e il “core” di Panteriana memoria, con una sezione ritmica fredda e precisa che può rimandare a gruppi quali Strapping young lad e Meshuggah. Sulla stessa linea d’onda è la seconda “Mescaline” aggraziata però da un notevole intermezzo jazzistico che denota una padronanza degli strumenti fuori dal comune e, da un uso dissonante delle melodie chitarristiche. Vero cazzotto in faccia la successiva “Shelter” dal feeling quasi prog, che alterna riff velocissimi, un ritornello accattivante e incroci complessi tra i vari strumenti. Come avrete ben capito alla band ligure non piace porsi limiti ed è così che troviamo “My Inferno”, Black fades” e “Fake deaf” tre pezzi che attingono a piene mani dal Death metal melodico tanto in voga nei paesi scandinavi, sicuramente più lineari, ma con un tappeto di basso e batteria realmente micidiale. Arriviamo così alla titletrack, la canzone più sperimentale nonché di gran lunga la mia preferita: introdotta da un caldo tappeto di basso sopra il quale la chitarra interseca trame che vanno dal blues al jazz moderno,a farla da padrone è un cantato lancinante e disperato perfettamente a suo agio tra ripartenze killer e pezzi di ampio respiro. “I am my own god” si fa notare per un ritornello a tratti ruffiano ma sicuramente interessante, che non sfigurerebbe in un album qualsiasi dei “Korn” . “Hate parade” cala sul finale con “Nil” e “Generation lost”, brani aggressivi ma leggermente meno coinvolgenti e, con una sorta di ballad eterea che poco ha a che fare con il resto della produzione dei Nerve: How to fix a broken heart” (questa se la potevano tranquillamente risparmiare).
Se proprio vogliamo andare a fare i puntigliosi, ammetto di non avere gradito sempre la voce di Fabio (ma li si sfocia nel campo dei gusti personali), mentre è di oggettivo valore il lavoro di Jacopo al basso, che dà la giusta visibilità ad una strumento spesso messo in secondo piano in questo genere da voi tanto amato. Un lavoro di notevole fattura, e una band di cui sentiremo parlare molto in futuro.

Voto: 8/10


Tracklist:
  1. The threat
  2. Mescaline
  3. Shelter
  4. My inferno
  5. Black fades
  6. Fake deaf
  7. Hate parade
  8. I am my own god
  9. Nil
  10. How to fix a broken heart
  11. Generation lost


Home Page:
    http://www.nerve.it

Autore: nik
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