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• 2010 Ibridoma - Ibridoma
SG RecordsDurata: 50:12
 
Dopo il primo EP (Lady of Darkness) nel 2004 con conseguente tour in Portogallo nel 2006, un secondo lavoro nel 2007 e diversi concerti ed altrettante soddisfazioni per il suonare con artisti di un certo calibro, la band di Macerata ritorna nel 2010, grazie alla firma con SG Records, proponendoci l'omonimo “Ibridoma”, un full lenght di 9 tracce per circa 50 minuti di heavy-metal.
La proposta musicale degli Ibridoma si può riassumere in un heavy-metal classico particolarmente melodico ed al contempo capace di essere anche abbastanza incisivo, con buoni riff “thrashy”, un drumming molto solido, e discrete capacità strumentali in generale.
Gli aspetti positivi di questo disco finiscono qui però. Non sono pochi certamente, ma altrettante sono le debolezze di questo lavoro. Una su tutte? Il cantato. Se nelle prime due o tre canzoni Christian Bartolacci puo ricordare vagamente Thomas Rettke degli Heaven's Gate (ed è senz'altro una bella cosa), proseguendo la prova canora diventa monotona, sempre ai limiti della stratosfera in molte, troppe occasioni, ma ahimè senza quel controllo che necessiterebbe questo tipo di performance per risultare convincente.
Un altro aspetto negativo è quel senso di “già sentito” che permane in quasi la maggior parte del disco. Le scelte compositive creano un album con i paraocchi, che va avanti per la sua strada, negandosi qualsiasi cambio di direzione, cosa che magari avrebbe permesso ai musicisti di dire qualcosa in più offrendo quella piccola dose di originalità o reinterpretazione di quei clichès che hanno reso famoso l'heavy metal. Ovviamente, si può anche decidere di seguire una linea ben precisa e rimanere sul canonico come in questo caso, ma allora dato che parliamo di heavy-metal, con per giunta due “Asce”... mi viene normale chiedere dove siano gli assoli infuocati. Dove siano i duelli e le schitarrate all'unisono, che hanno fatto la fortuna e la storia dell'heavy-metal. Qualcosa c'è nel disco, ma non abbsatanza, cosa che, viste anche le capacità dei due chitarristi, sarebbe stato il caso di valorizzare.
Venedo alle canzoni in se per se... Da segnalare l'acustica “Jenny”, “Night of Crow” aggressiva e più sul lato thrash del metal, e”Ibrido” che forse risulta sia la canzone migliore dell'album, sia la miglior prova del singer.
Non mi sento di rimandare completamente gli Ibridoma, ci sono qualità tecniche e molta voglia di fare, è innegabile, ma rendersi conto di che cosa effettivamente sia debole (sembrerò ripetitivo ma non basta andare in alto con la voce, mi dispiace), e quindi avere la maturità di ricalibrare il tiro dando nel contempo più spazio agli strumenti con quindi obbligatoriamente un songwriting leggermente meno “chiuso”, ma “aperto” a digressioni musicali più complesse potrebbe essere una scelta da valutare.
Anche perchè delle 9 tracce contenute nel disco, ce ne sono molte prese da lavori precedenti, come l'evocativa “Lady of Darkness”, “Page 26” o “Alone in the Wind” (quest'ultimo inserito nel 2008 in una compilation di Rock Hard)...
Altro piccolo aspetto che non mi è piaciuto è la copertina, che mi è sembrata tirata via... ma non avendo il cd fisico non posso esprimermi sul resto del booklet. E poi poco mi importa...
Mi importa invece di dire al gruppo che per il loro valore, per quello che presentano e che hanno fatto... possono e devono fare di più.

Voto: 6/10


Tracklist:
  1. Red
  2. I'm not sorry
  3. Ibrido
  4. Alone in the wind
  5. Jenny
  6. Night Falling
  7. Night of crow
  8. Page 26
  9. Lady of darkness

Home Page:
    http://www.ibridoma.com

Autore: Fab "Shiver" Muratori
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