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• 04/02/2010 Rage - Strings to a web
Nuclear BlastDurata: 55’07”
 
Seguo i Rage dal lontano 1989, quando l’album “Secrets in a weird world” mi conquistò; da quel momento la musica della band di Peavey Wagner è tra le mie preferite in assoluto ed ogni loro disco è per me un appuntamento imperdibile. Anche questa volta i Rage non mi hanno deluso sfornando, con questo “Strings to a web”, un album di valore assoluto; certo il nome è una garanzia, ma non sempre questo significa dischi di qualità; nel caso dei Rage, invece, potete star tranquilli che, come consuetudine, la loro musica è di qualità eccelsa e rasenta, in alcuni casi, l’eccezionale. Oramai l’alchimia tra la sapienza di Peavey e la tecnica strumentale sopraffina di Victor Smolski ha raggiunto apici non raggiungibili per comuni mortali ed anche l’ex-Axxis André Hilgers sembra essersi ambientato a dovere, mettendosi in luce con una prestazione davvero notevole dietro le pelli, non facendo per niente rimpiangere un mostro di batterista come Mike Terrana. Se, infatti, in questo album troviamo brani che, secondo me, faranno impazzire i fans, è tutto merito di questa coesione tra i tre membri della band. Pezzi come il trittico d’apertura “The edge of darkness”/”Hunter & prey” e “Into the light” sono semplicemente da ascoltare in religioso silenzio, per poter assaporare ogni loro sfaccettatura! Siate certi che vi entreranno in testa immediatamente, perché come sempre le melodie dei Rage sono molto orecchiabili e persino il vocione ruvido del buon Peavey è diventato piacevole da ascoltare. Accanto a pezzi del genere, ci sono altri che sembrano gettare un ponte con la produzione più vecchia della band, quella più power e meno ricca di fronzoli (quella fino ad “End of all days” per intenderci); in quest’ottica possiamo annoverare songs come “The beggar’s last dime”, “Hellgirl” o “Saviour of the dead” (a dire il vero, un po’ ripetitiva). Scariche d’adrenalina e velocità sostenute in “Purified”, dotata di un coretto easy che immagino dal vivo potrà avere notevole impatto. Molto dolce la ballad “Through ages”, anche se forse un po’ troppo breve, cui segue la conclusiva “Tomorrow never comes” pezzo con un bel lavoro alle chitarre che chiude degnamente il disco. Il vero fulcro dell’album, il valore aggiunto che da solo vale l’investimento della nostra banconota da 20 euro, è sicuramente la lunga suite “Empty hollow”, divisa in 5 parti (fra cui anche la title-track), oltre un quarto d’ora di musica elegante, teatrale, spettacolare, sullo stile di quanto creato in passato con album mitici come “Lingua Mortis” e “XIII”; mettetevi comodi, spegnete la luce, alzate il volume dello stereo e lasciatevi trasportare dalle note, perché solo così potrete assaporare a dovere questa suite, solo a questa maniera potrete comprendere l’arte sublime dei Rage! Se in un disco cercate solo violenza sonora, growling ed aggressività, evidentemente la musica dei Rage non fa per voi; se, invece, ritenete di saper apprezzare l’arte in musica, allora questo “Strings to a web” è semplicemente un disco imperdibile! Non fatevi sfuggire l’edizione limitata in digipack che contiene un bonus-dvd con 15 brani live, buona parte dei quali dal Wacken 2009, con ospiti del calibro di Schmier ed Hansi Kürsch. Ed ora scusate ma il tasto “play” mi sta chiamando ancora una volta.

Voto: 9/10


Tracklist:
  1. The edge of darkness
  2. Hunter & prey
  3. Into the light
  4. The beggar’s last dime
  5. Empty hollow
  6. Strings to a web
  7. Fatal grace
  8. Connected
  9. Empty hollow reprise
  10. Saviour of the dead
  11. Hellgirl
  12. Purified
  13. Through ages
  14. Tomorrow never comes


Home Page:
    http://www.rage-on.de

Autore: Ninni "Ninneus" Cangiano
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