Fotogallery
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z

Tutti

Ultimi Inseriti
• 27/09/2009 Lynyrd Skynyrd - God & Guns
Roadrunner RecordsDurata: 49'27''
 
Sono dei nazionalisti, hanno cambiato il rock americano, ma sono anche un pò dei ribelli. Se non avete ancora capito di chi sto parlando sono la più grande come-back dell'anno con tanti gruppi storici (Kiss, Europe...): i Lynyrd Skynyrd sono ancora qui.
Questo album è proprio un urlo per dire che ci sono ancora, permeato non più di Alabama o luoghi felici, senza le sonorità per cui le masse li conoscono: è un album malinconico, dopo l'incidente aereo che ha decimato la band, dal quale è ormai sopravvissuto un solo chitarrista (gli altri sopravvissuti se ne sono andati per malattia). E' un album che sa di una bottiglia di wisky vuota, di caffé, di sole, polvere e sudore. Loro ci sono ancora, è questo il grido di Still Unbroken: cinque minuti di hard rock duro ma anche malinconico, fatto per insegnare a non arrendersi mai, a non gettare mai la spugna, che sfocia in un melodico assolo delle tre chitarre che ispirano chiunque a guardarsi indietro e a dire: sono ancora qui. Più commerciale ma non meno ispirata mi sembra Simple Life, con un testo ottimista, che parla di un padre di famiglia che adora la vita semplice, mentre Little Thing Called You è accattivante, graffiante, ma allo stesso tempo leggera per il testo "romantico", pur non mancando quell'atmosfera malinconica che ha visto trionfare nella prima track. Cominciano ad alzarsi i toni nazionalisti e abbiamo il grande ritorno della tastiera con Southern Ways, caratterizzata da un'atmosfera più ottimista delle precedenti, con l'aggiunta di un'affascinante coro nel middle del ritornello, con un testo che parla, a mio parere, di alcuni idoli musicali della band. Piena di ospiti speciali, tra i quali Rob Zombie è la fantastica Skynyrd Nation: accattivante fino all'headbanging e al bisogno di cantare lo scanzonato ritornello, composto dagli arpeggi delle tre chitarre, fino a sfociare in una breve pausa prima di un assolo che non può non farci pensare a un saloon: una canzone che mette via senza problemi gran parte della produzione hard rock di quest'anno. Dai toni più malinconici è decisamente Unwrite That Song, che sembrerebbe essere la prima vera e propria ballad del disco, con un'atmosfera che solo un'acustica e due distorte potrebbero creare, senza contare i bellissimi chorus che accompagnano il ritornello e la dolcissima tastiera di sottofondo. Ma ecco che arriva forse la migliore traccia del disco: una vera perla che fa pensare a un kanion deserto, dove avvoltoi e il caldo sono gli unici abitanti, mentre dall'orizzonte emerge la figura di Floyd: un astuto e leggendario criminale, senza scrupoli, alla di cui vista la gente può solo scappare. Le chitarre si alternano da un acustico marcato in vero stile vecchi Lynyrd, fino a un acustico leggermente più elettronico e una distorsione elettricissima, rocciosa, mentre la voce esprime tutta l'aura leggendaria che ruota intorno alla misteriosa figura e la batteria non fa che rincarare la dose con un ritmo da vero e proprio headbanging. Non potrete non cantare questa canzone da quanto è accattivante, mentre Floyd sparisce nel deserto con l'outro atmosferica finale e il giro di basso...
Ritornano invece i toni nazionalisti/repubblicani con Thath Ain't My America (un riferimento alla elezione di Obama?), decisamente più leggera e commerciale della precedente, dove ritorna una struttura più semplice, decisamente somigliante alla seconda traccia. Ritornano i toni accattivanti, ma spostati in una città che non dorme mai, con Comin' Back For More, dove la voce crea un effetto assolutamente graffiante, passando per un veloce arpeggio fino al fantastico e lanciatissimo ritornello, caratterizzato da un tono più leggero. Un bridge di tastiera, basso e batteria apre la strada all'assolo, che infine sfocia in una fantastica e durissima parte di sola voce e batteria.
Ma eccoci arrivati alla title track, dove i toni nazionalistici del gruppo esplodono fortissimi: God & Guns, dio e pistole, le cose sulla quale è stata fondata l'America, un paese che chissà se si ricorda davvero del passato, affrontato dalla band con toni fortemente critici e decisamente schierati (una strofa dice: in questo paese dove dio è giusto e le pistole buone). Ma al di là del testo, l'atmosfera musicale è assolutamente perfetta: sicuramente fa pensare al vecchio west, quello dei film e dei fumetti, con una prima parte unplugged e il resto distorto e arrabbiato.
Cercando di coniugare le atmosfere accattivante con quelle più speranzose, arriva Storm, decisamente una delle più leggere del disco, strutturalmente organizzata come la seconda traccia, con l'aggiunta di alcuni cori più marcati e un testo molto più leggero della parte centrale dell'album. Questo signor disco si chiude con la preghiera Gifted Hands, un'inno cattolico che, nonostante io sia ostile al cristianesimo, è riuscito ad affascinarmi lo stesso, con una struttura giocata tutta su cori, tastiere e brevi arpeggi di chitarra, fino al giro finale di violini che chiude degnamente un grande ritorno sulle scene hard rock internazionali.
Come ho detto, nel 2009 ci sono stati molti grandi ritorni di band americane, ma il ritorno dei Lynyrd Skynyrd ha messo via velocemente tutti gli altri dischi, diventando una vera e propria hit negli states. In Europa non ho trovato tutto questo fervore per un disco così bello e mi dispiace: questo album merita veramente la frase "Buy or die". Per me questo è il disco dell'anno, è il ritorno di una band che era già grande in passato e che ora torna ancora più cresciuta, con anni, tragedie, una line-up stravolta sulle spalle. Loro ci sono ancora, ed è quello che ispirano a chi ascolta questo disco: combattete fino alla fine e poi, prima che tutti si dimentichino di voi, urlate: noi ci siamo ancora.
Voto: 10/10


Tracklist:
  1. Still Unbroken
  2. Simple Life
  3. Little Thing Called You
  4. Southern Ways
  5. Skynyrd Nation
  6. Unwrite That Song
  7. Floyd
  8. That Ain't My America
  9. Comin' Back For More
  10. God & Guns
  11. Storm
  12. Gifted Hands


Home Page:
    http://www.lynyrdskynyrd.com

Autore: Dario "Strato" Onofrio
Ricerca per termini contenuti nel titolo.
Soilwork - Dirk...
Kaledon - Alex ...
Interferenze...
Lilyum - Kosmos...


Continua...
Adramelch
Aghora
Alkemyst


Continua...
Version 2.0