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| 2008 |
AA.VV. - Metal Made Underground
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| SG Records | Durata: 79’19” |
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Non ho mai amato recensire le compilation, più che altro perché ho sempre ritenuto che tra i tanti brani proposti, ci sarebbe sempre stato qualcosa lontano dai miei gusti o di difficile assimilazione. Questa volta, invece, sono stato fortunato, visto che mi è capitata una compilation di bands italiane davvero intrigante, intitolata “Metal made underground”. Questo cd presenta cinque gruppi molto interessanti: i Perpetual Fire (già autori nel 2006 dell’album “Endless world”), gli anconetani Mercuria (autori nel 2007 di un bel promo intitolato “Purity”), i Nightglow (che conoscevo come cover band dei Manowar), i Jackal ed i Midnightstorm che, perdonate l’ignoranza, finora non avevo mai avuto il piacere di ascoltare. Partiamo proprio dai napoletani Jackal che, con il loro heavy-metal chiaramente ispirato alla scena inglese, ci regalano tre pezzi piacevoli e frizzanti. La band si distingue per una buona prestazione sia a livello strumentale (m’è piaciuto particolarmente il chitarrista Bob Marotta), che vocale con il singer Luigi Martino, dotato di una timbrica particolare che, pur non affascinandomi molto, indubbiamente si sposa bene con il sound ruvido dei Jackal.
E’ il turno dei Mercuria (che devo ringraziare per avermi inviato questo cd). Come già per il loro demo da me recensito su questa webzine, devo ammettere che il power neo-classico che propone la band mi piace parecchio. Questi tre nuovi pezzi, rispettivamente intitolati “A question of our time”, “Closing my eyes” e “I promise” mostrano qualche passo avanti, rispetto al passato ed una ricerca di soluzioni ad effetto (molto belli gli assoli delle due chitarre); purtroppo la voce del chitarrista Luca Flamini (anche se migliorata rispetto al passato) non è, secondo me, eccezionale e non contribuisce all’ottimo lavoro strumentale. Mi è piaciuta particolarmente la frizzante “A question of our time” che, esclusivamente per il titolo, mi ha ricordato un periodo della mia adolescenza legato ai Depeche Mode.
Mi hanno sorpreso moltissimo i Midnightstorm, autori di un heavy-metal molto elegante con leggere venature dark. Ottima la calda voce di Igor che fa venire i brividi nella poliedrica “Sirena”, il primo dei tre pezzi. Altrettanto piacevoli i duetti delle chitarre di Stefano e Dario con la tastiera di Michele e davvero buona la prestazione della sezione ritmica ad opera di Manuel (basso) e Marco (batteria). Le altre due songs, la grintosa “Warcry” e la mini-suite “Odyssey” (7 minuti: una fastidiosa durata intermedia!) confermano l’ottima impressione e ci regalano una band da tenere assolutamente d’occhio, a cui non manca nulla per aspirare a qualcosa di più importante!
E veniamo ai Nightglow. Chi si aspetta poca originalità e qualità da una cover band, rimarrà deluso, visto che i Nightglow, pur rimanendo all’interno dei canoni tradizionali dell’epic/power-metal, sfornano tre brani uno più bello dell’altro ed indubbiamente attraenti. In “Damnation” ci sono evidenti richiami alla musica classica di compositori leggendari quali Beethoven e Mozart (grazie anche alla presenza in formazione del violinista Lucio Stefani) che impreziosiscono un brano che non sfigurerebbe tra le composizioni di ben più famose band dedite anche ad un certo metal sinfonico. La successiva “Gods of fate”, aperta simpaticamente dal suono di quello che mi sembra un carillon, si rivela come un brano tellurico, in cui il batterista Matteo Busi, assieme alle due chitarre di Simone Rinaldini e Giovanni Stefani, fanno la parte del leone. Il vocione aggressivo di Daniele Abate ci accompagna all’inferno nell’ultima “Welcome to hell”, brano ricco d’adrenalina, destinato ad un’ottima riuscita in sede live.
La prima cosa che colpisce ascoltando i Perpetual Fire è la differenza di registrazione rispetto alle altre bands. La registrazione dei tre pezzi della band è, infatti, più calda ed “ovattata”, se mi passate il termine; questa differenza può anche piacere ma, secondo me, sacrifica un po’ la batteria del nuovo entrato Marco Di Salvia, di cui si sentono un po’ a fatica i piatti. Tolto questo piccolo neo, il gruppo del mitico chitarrista Steve Volta conferma le ottime impressioni dell’album “Endless world”, anche si può notare un certo allontanamento da quelle sonorità. I Perpetual Fire, infatti, con questi tre pezzi (rispettivamente intitolati “Say goodbye”, “Cold rain” ed “Alien”) dimostrano di aver iniziato un percorso di maturazione e personalizzazione del proprio sound che, pur rimanendo ancorato ad un certo power metal di classe, sembra cerchi di esplorare nuovi sentieri rispetto al passato. Da segnalare anche l’ottima prestazione del singer Roby Beccalli (il migliore del lotto, assieme a Igor dei Midnightstorm) a cui Madre Natura ha regalato doti non comuni.
In conclusione, i miei complimenti alla SG Records (sul cui sito, www.sgmetal.it, potrete acquistare questo disco) che ha confezionato un bel cd che ci presenta 5 bands italiane davvero interessanti che potranno in futuro regalarci altri succulenti momenti musicali.
Voto: 7/10
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| Tracklist:
- Jackal – The long march of the living dead
- Jackal – O.C.D.
- Jackal – Fire still burns
- Mercuria – A question of our time
- Mercuria – Closing my eyes
- Mercuria – I promise
- Midnightstorm - Sirena
- Midnightstorm - Warcry
- Midnightstorm - Odyssey
- Nightglow - Damnation
- Nightglow – Gods of fate
- Nightglow – Welcome to hell
- Perpetual Fire – Say goodbye
- Perpetual Fire – Cold rain
- Perpetual Fire - Alien
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| Home Page:
http://www.sgmetal.it
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| Autore: Ninni "Ninneus" Cangiano |
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