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| 18/07/2007 |
Hangar - The reason of your convinction
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| Spiritual Beast Records | Durata: 43’33” |
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Sara, la Presidente dell’Angra Fan Club Italia, grande amica della nostra webzine, ci ha inviato questa recensione di “The reason of your convinction”, album dei brasiliani Hangar. Eccovela.
Bene bene, ho tra le mani il nuovo disco degli Hangar, il secondo per essere corretti, gruppo brasiliano di cui fanno parte Aquiles Priester e Fabio Laguna, rispettivamente batteria e tastiera degli Angra. Questo disco presenta molte sfaccettature, è molto ben costruito, potente, ben cantato e suonato egregiamente. Ottima anche la produzione. La musica è un bel misto tra power ed heavy metal, molto ben combinato e sono sufficienti i primi tre pezzi (anche se la prima è un’intro) per capire le potenzialità dell’album. Come detto, “Just the Beginning”, è l’intro per la title-track “The reason of your conviction” che, già dalla prima battuta, spiega il motivo per cui questo brano è stato scelto come titolo del disco: un mix micidiale di potenza e melodia. Aquiles Priester fa un ottimo lavoro, come sempre, innescando la miccia con la sua doppia cassa ed il suo rullante preciso e mai fuori posto. Ottime anche le tastiere, opera di Fabio Laguna (chi conosce i Freakeys può riconoscere il suo stile inconfondibile). Rullate di batteria aprono “Hastiness”, ottimo pezzo, in cui la voce di Nando Fernandes spicca per potenza e carisma, ottimo anche il ritornello e i cupi cori che fanno da background. Se non erro, si riesce a sentire anche un po' di cantato in growl. Anche qui la tastiera recita da protagonista, con un assolo prog degno delle dita di Laguna. Notevoli anche le prestazioni di Eduardo Martinez alla chitarra e di Nando Mello al basso che, nell'ultima strofa, ci delizia con delle note affascinanti. La successiva “Call me in the name of death”, con la sua melodia dolce, si presenta come un brano molto coinvolgente e profondo, anche per quanto riguarda il testo, scritto (come tutti, del resto) da Aquiles Priester. Ottimo l’assolo di chitarra, semplice e diretto che colpisce davvero in profondità. Arriva poi “Forgive the pain” traccia di notevole potenza, che sembra calare solo nella parte iniziale del ritornello; insomma un altro brano sicuramente coinvolgente. “Captivity (a house with a thousand rooms)” sin dalle prime note si dimostra una canzone veramente aggressiva e profonda, oserei dire addirittura "cattiva", forse la più violenta del disco. Arriva improvvisamente “Forgotten pictures” (non ci si accorge del cambio di traccia, se non si presta attenzione), che si sposa perfettamente con la canzone precedente, rendendole quasi un insieme unico. Poche le particolarità di questo pezzo, poche ma ben riuscite che gli donano una propria personalità, soprattutto durante l'assolo di chitarra, questa volta molto più tecnico e melodico; ottimi i suoni di tastiera, quasi impercettibili ma indispensabili. Eccoci ad “Everlasting is the salvation”, brano non eccezionale, secondo la mia personale opinione, poco coinvolgente, ma in fondo non proprio inadatto al tipo di disco. Da segnalare i piacevoli stacchi con la voce femminile di Antoniela do Canto (presente anche nell'intro), che innalzano il tasso qualitativo del pezzo all’altezza del ritornello, assieme alle doti da "piovra" di Aquiles. Ed ecco la vera ciliegina sulla torta: “One more chance”...già dal riff di chitarra mi sono innamorata di questa canzone! Assolutamente il brano più riuscito dell'intero album, molto melodico, ma potente nello stesso tempo; bellissimi i violini di background, ottimi i riff di chitarra e spettacolare il ritornello! Inconfondibile poi il tocco prog tastieristico di Fabio Laguna che fa da stacco alla melodia della canzone e ci sta davvero a pennello. Doveroso segnalare che ho trovato in questo pezzo qualche legame con il disco di Allen/Lande. Nella versione brasiliana dell’album c’è anche un’ultimo brano: “When the darkness takes you”; si tratta di una song avulsa dal resto a cui non so dare realmente un giudizio; è un pezzo un po' troppo prolisso, anche se dotato di un piacevole ritornello e un assolo di chitarra molto coinvolgente. Il disco si chiude definitivamente con una traccia parlata, a cui bisognerà dare una bella traduzione in italiano. Agli Hangar, vanno i miei complimenti e il mio OBRIGADO per questo disco di vera potenza che ci hanno regalato. Purtroppo, al momento, questo lavoro non è ancora distribuito in Italia, ma solo in Brasile e, tanto per cambiare, in Giappone.
Voto: 7,5/10
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| Tracklist:
- Just The Beginning
- The Reason Of Your Conviction
- Hastiness
- Call Me In The Name Of Death
- Forgive The Pain
- Captivity (A House with a thousand rooms)
- Forgotten Pictures
- Everlasting Is The Salvation
- One More Chance
- When The Darkness Takes You
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| Home Page:
http://www.hangar.mus.br
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| Autore: Ninni "Ninneus" Cangiano |
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