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| 2005 |
Pandaemonium - Return to reality
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| Underground Symphony | Durata: 55'57" |
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Era da parecchio che attendevo l’arrivo di questo secondo disco dei Pandaemonium ed a causa di non meglio specificati problemi di distribuzione, il mio fornitore abituale ha ricevuto il cd solamente la settimana scorsa. Ma meglio tardi che mai! Del resto per avere il successore di “…and the runes begins to pray” abbiamo dovuto aspettare ben sei anni, cosa volete che siano un paio di mesi di ritardo? Bisogna dire subito che la line-up della band rispetto al primo disco è cambiata molto: alla batteria adesso c’è l'ottimo Federico Ria (ex-Skylark) al posto di Simone Barbieri, non abbiamo più le due chitarre di Alex Niall e Rangman ma il solo virtuoso Steve Volta. Ed i due nuovi non fanno certo rimpiangere i loro predecessori, visto che il loro strumento lo sanno suonare davvero bene! Sentitevi la bella strumentale “Flying over the clouds” e giudicate da soli…
Ed addentriamoci nell'analisi dei singoli brani. Questo “Return to reality” inizia come un diesel, infatti nella prima parte del disco ci sono i pezzi che meno mi hanno entusiasmato. Sorvoliamo sull’abituale pezzo introduttivo, quasi quasi pare che nel power-metal si stia stabilendo la tradizione delle opere classiche, aperte dall’ouverture a sipario chiuso. Il primo vero pezzo è “Time of glory” (tra l’altro, brano scelto dalla band per la realizzazione della traccia video del cd) e subito iniziano i miei dubbi. Il brano è dotato di un gran lavoro della chitarra, di un coretto facile facile, ma non mi convince appieno, forse anche per la prestazione della voce di Daniel Reda, in alcuni passaggi troppo acuta e, anche se il termine non è proprio esatto, troppo “vibrata”. Si continua sulla stessa falsa riga anche con “Evil star”, ugualmente non del tutto convincente. Cominciamo la risalita con “Ancient time”, molto trascinante, ma ancora con l’uso della voce troppo acuta, gorgheggi e vocalizzi quasi da soprano lirico (complimenti alle doti naturali, ma qualche nota più bassa non sarebbe male). Il disco inizia a catturarmi con la lunga “Fire in the sky” (quasi 7 minuti), aperta da un dolcissimo duetto chitarra/voce (finalmente calda, come piace a me). Il brano scorre via piacevolmente con Daniel Reda finalmente su note più umane che sicuramente riescono a far apprezzare maggiormente la sua prestazione vocale. Il terzetto composto dalla title-track “Return to reality” – “Hymn to the fifth element” e “Miracle” è devastante, si tratta tre brani notevoli, suonati e cantati bene, trascinanti e coinvolgenti, fra cui non saprei scegliere a quale affidare la palma del miglior brano del disco. Dell'accattivante strumentale ho già parlato, passiamo quindi alla corale “Blazing fire”, altro brano piacevolmente ritmato con un coretto da urlare tutti assieme a squarciagola (ottima insomma per i live). Il disco si chiude con “Warrior lost in time” che non toglie, né aggiunge nulla a questo bel dischetto e con l’eccezionale “Land of dreams”. Quest'ultima è una struggente ballad medievale per chitarra e voce (in stile Blind Guardian), ciliegina sulla torta di un disco piacevole e degno di attenzione, che sicuramente potrà piacere a chi non è alla sfrenata ricerca d’innovazione, ma si lascia coinvolgere da un power-metal melodico, suonato con passione e perizia. Ultimo cenno sul coloratissimo disegno della cover del disco, pieno di formose donnine alate coperte solo da veli e sulla buona registrazione, realizzata agli Zenith Recordings Studios tra gli ormai lontani nel tempo novembre 2002 e febbraio 2003.
Bentornati Pandaemonium e speriamo di non dover aspettare altri 6 anni per il vostro prossimo disco!
Voto: 7/10
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| Tracklist:
- Intro
- Time of glory
- Evil star
- Ancient time
- Fire in the sky
- Return to reality
- Hymn to the fifth element
- Miracle
- Flying over the clouds
- Blazing fire
- Warrior lost in time
- Land of dreams
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| Home Page:
http://www.pandaemonium.org
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| Autore: Ninni "Ninneus" Cangiano |
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